HomeFerraraCronacaProduzione dimezzata. Ma nei campi ci credono: "Una coltura da difendere"Dal 2022 al 2025 nella nostra provincia si è passati da 100 a 55 tonnellate. Coldiretti, Confagricoltura e Cia: "Alzare la testa si può, ma bisogna lavorare".Alessandro Visotti, direttore di Coldiretti con la sua squadra in attesa di partecipare al verticeRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciDa 104.677 tonnellate nel 2022 a 55.205 nel 2025, la produzione di pere nella nostra provincia scende in maniera vertiginosa. Si dimezza. Forte il calo anche a livello regionale con un salto da 296.143 tonnellate nel 2022 a 174.198 nel 2025 (dato Cso Italy). Non cambia lo scenario se si guarda alla superficie. Dal 2013 al 2022 siamo passati da 22mila ettari a 15mila, seimila in meno. Le tre associazioni di categoria – Coldiretti, Confagricoltura e Cia – ci credono, che sia possibile invertire la rotta. "Ma c’è da lavorare". E parecchio. Questo il messaggio lanciato ieri.
"Coldiretti non ha mai smesso di credere nella frutticoltura ferrarese, in particolare sulle pere e sulla varietà Abate – dice Alessandro Visotti, direttore di Coldiretti – ma dobbiamo fare tutti un grande sforzo e lavorare sodo su più fronti". Spariscono superfici e piante, la pianura una distesa che si perde a vista d’occhio. "Le nostre pere rappresentano una ricchezza per l’intero territorio, non solo per gli agricoltori e crediamo – continua – che debbano essere valorizzate. Occorre pensare a presentarle meglio, a renderne il consumo più smart, a caratterizzare il legame locale con i piatti della nostra cucina e nella ristorazione, una filiera che ha portato ben poca redditività agli agricoltori. Servono azioni concrete. Bene il lavoro con la Regione sui contributi per i frutteti resistenti e resilienti, ma bisogna ridurre la burocrazia e velocizzare i tempi tra domande, graduatorie e arrivo delle risorse ai produttori. Chiediamo rispetto per gli agricoltori che continuano a coltivare pere di qualità. Ma senza reddito non reggeremo a lungo. Le filiere devono riorganizzarsi e dare il giusto compenso agli agricoltori".













