Siamo arrivati al risultato che tutti temevamo, prossimi ad una vera e propria crisi degli approvvigionamenti, così come in passato è accaduto pochissime altre volte. Adesso rischiamo razionamenti non più limitati a porzioni di territorio, ma che potrebbero riguardare l’intera provincia.

Così le associazioni Mountain Wilderness, Gruppo di Intervento Giuridico, la Lupus in Fabula odv che spiegano: "In questi anni non è mancata la professionalità degli uffici tecnici regionali e dell’Ato nel prevedere quanto sta accadendo e quanto, con ogni probabilità, accadrà con maggiore gravità nel prossimo futuro. A distanza di 25 anni dalle prime avvisaglie del problema, le dichiarazioni dei politici vertono ancora sulle stesse questioni e utilizzano le stesse parole.

Si sarebbero dovuti assicurare adeguati impegni di spesa per garantire lo studio del territorio; gli uffici tecnici avrebbero dovuto essere potenziati; nuovi e più aggiornati Piani di settore avrebbero dovuto costituire la necessaria base di partenza per una nuova programmazione. Invece, ci ritroviamo, ad esempio, ancora senza un Piano Acquedotti Regionale. Poi c’è la questione, ancora tutta da discutere, dei piccoli invasi a uso irriguo e della rete dei laghi a uso idropotabile. Per il “grande invaso”, più volte vagheggiato, l’approccio non sembra essere diverso. Ancora non è stato individuato un sito idoneo".