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Una mamma
La lettera di una mamma a Buone Notizie per ricordare il sacerdote e educatore scomparso lo scorso 31 luglio all'età di 96 anni. Attraverso Fondazione Exodus ha aiutato centinaia di giovani con problemi di dipendenza e disagio sociale
Eravamo felici, alla vigilia della partenza per le vacanze insieme, mamma e figlia. Adesso che ha 26 anni è tutto più facile, adesso sono l’adorata «mami», durante la sua burrascosa adolescenza ero il suo peggior nemico. Ma purtroppo è arrivata la notizia che temevamo: Don Mazzi, il suo e nostro Don, è volato via. Senza di lui la vita sarebbe stata diversa per tanti figli, per tanti genitori, e anche per noi.Mia figlia era una quindicenne ribelle, arrabbiata con i genitori e con il mondo: le cattive compagnie, i brutti voti a scuola, un disinteresse per tutto e tutti che mi faceva sentire che eri in pericolo, a un passo dal precipizio. Grazie ad amici comuni incontro il Don per chiedere un consiglio. «Voglio conoscere questa ragazzina, voglio guardarla negli occhi. Verrò a Roma fra 15 giorni, vi aspetto»: perché il Don era così, trovava sempre dieci minuti per una richiesta di aiuto. Ricordo quell’incontro sotto casa: lui, piccolo e apparentemente fragile, lei, l’adolescente infastidita dall’appuntamento mattutino: cosa voleva quel prete rompiscatole? E perché perdere tempo? Da lontano li osservavo: il Don parlava e lei non sollevava lo sguardo dal posacenere con cui nervosamente giocava sul tavolino del bar. Alla fine, mi scusai per quel comportamento, ma lui mi rassicurò: «Ci siamo guardati negli occhi, per poco, ma è bastato». Dopo 15 giorni, un altro appuntamento, a Milano: mezz’ora loro due a parlare: «È proprio forte quel prete», disse. E compresi che il Don aveva fatto centro.







