ROMA – Per oltre quarant’anni la sede di Exodus al Parco Lambro di Milano è stata il punto di riferimento del lavoro di don Antonio Mazzi, il luogo dove migliaia di giovani e famiglie hanno trovato ascolto e sostegno. In quegli spazi, diventati il simbolo della sua battaglia educativa contro la marginalità e la droga, il sacerdote ha costruito una delle esperienze sociali più significative d’Italia.
È qui che don Mazzi si è spento oggi all’età di 96 anni, circondato dalle persone che negli anni hanno condiviso il suo cammino.
Il suo nome è diventato nazionale negli anni Ottanta, quando l’emergenza della tossicodipendenza attraversava le città italiane e don Mazzi scelse di affrontarla non con la distanza dell’osservatore, ma con il metodo della presenza quotidiana. Da quella scelta nacque Exodus, un progetto che negli anni si è trasformato in una rete di comunità, cooperative e iniziative educative diffuse sul territorio italiano e all’estero.
La sua testimonianza arrivò anche nelle case di milioni di italiani grazie alla lunga partecipazione alla trasmissione “Domenica In” su Rai 1, dove per molti anni fu una presenza fissa capace di portare nel dibattito pubblico temi come il disagio giovanile, la famiglia, l’educazione e il recupero dalle dipendenze. Una scelta comunicativa innovativa per un sacerdote del suo tempo, che utilizzò la televisione come strumento per avvicinare le persone e far conoscere storie spesso rimaste ai margini.










