È morto a 96 anni don Antonio Mazzi, fondatore di Exodus e da sempre protagonista nel sostegno ai giovani e della battaglia contro la tossicodipendenza. Il sacerdote si è spento nella sua storica Casa all’interno del Parco Lambro a Milano.
“Circondato fino all’ultimo dall’affetto dei suoi ragazzi e degli educatori, Don Antonio lascia un vuoto incolmabile. Per oltre quarant’anni ha guidato con dedizione instancabile Exodus – si legge una nota della Fondazione Exodus – trasformando la strada in un luogo di rinascita, riscatto e speranza per migliaia di giovani fragili e per le loro famiglie, e ha aperto nuove frontiere in Italia e nel mondo, quello povero, attraverso associazioni e cooperative, portando avanti insieme il grande messaggio di speranza nell’essere umano e nella umanità”. Tutta la comunità di Exodus, si legge ancora, “si stringe nel ricordo e nella gratitudine verso un uomo che ha dedicato l'intera vita all’accoglienza e all’educazione”.
Al parco Lambro don Mazzi era arrivato quasi cinquanta anni fa, quando nel 1979 divenne direttore dell’Opera don Calabria di Milano in via Pusiano, a ridosso dell’area all’epoca territorio di spaccio. Nacque lì la consapevolezza della gravità del fenomeno della tossicodipendenza e l’idea del Progetto Exodus, per realizzare percorsi alternativi al carcere e di recupero. Dopo aver pulito il Parco Lambro, chiese (e ottenne) di occupare la cascina Molino Torrette, sede madre dei progetti della Fondazione. Ed è li che ha vissuto da quel momento, partecipando in modo diretto alle diverse attività di Exodus.










