HomeMilanoCronacaIn ricordo di don Antonio Mazzi: “Guai a prenderlo per un personaggio finto. La sua Milano non chiedeva ’chi sei?”Il presbitero, morto ieri 31 luglio a 96 anni, ha passato la vita dedicandosi all’aiuto dei giovani insieme a Fondazione Exodus: una lunga battaglia dalle dipendenze alle fragilitàDon Antonio MazziRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMilano, 31 luglio 2026 – Non disdegnava i riflettori, don Antonio Mazzi, la televisione lo aveva adottato, facendone a lungo un volto da incastonare fra un siparietto musicale e un collegamento con “90° Minuto“, nelle sonnolente dirette catodiche delle domeniche nazionalpopolari. Ma guai a prenderlo per un personaggio finto, guai a incastrarlo nel ruolo di “voce sociale“ per dare agli spettatori distratti l’illusione di un contenuto.

Perché la verità della vita nella quale era immerso, la sofferenza di cui si era fatto carico a Milano, negli anni in cui parco Lambro era la spiaggia dei naufragi sociali di una città piena di droga e violenza, era bruciante e reale, non un set televisivo. I libri, il volto sorridente sui risvolti di copertina, qualche indulgenza all’opinionismo di mestiere, forse, c’era, ma c’era in lui, collaboratore anche del Giorno, soprattutto un cuore enorme, la missione di spalancare le braccia. Mazzi, una vita passata accanto ai più fragili