HomeMilanoCronacaDon Mazzi, il prete degli ultimi che è diventato il confessore di famiglia nelle case degli italianiMorto a 96 anni don Antonio Mazzi, una vita dedicata all’aiuto dei giovani con Fondazione Exodus: dalle dipendenze alle fragilità. L’amicizia con Mara Venier e la presenza fissa a “Domenica in“ trent’anni faDon Antonio Mazzi, scomparso ieri all’età di 96 anniRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMilano – “La mia vita a Milano non era decisa da me, perciò ne è nato un gran bene”. Scriveva così don Antonio Mazzi, fondatore e presidente della Fondazione Exodus, nella sua autobiografia (edita da Piemme) raccontando il legame con la stessa città nella quale ieri, all’età di 96 anni, si è spento. Veronese, orfano di padre, si mise a studiare moltissimo: teologia, filosofia e anche psicologia e pedagogia.

A Milano arriva nel 1976 per dirigere l’Opera di Calabria in via Pusiano. Fin dall’inizio la città si è mostrata in tutte le sue stratificazioni e contraddizioni. “Era una realtà che non conoscevo e nella quale temevo di non riuscire a inserirmi bene”, scriveva. Erano gli anni di piombo e quelli dell’eroina. “L’inizio forse è stata la parte più difficile: a ridosso del Parco Lambro, intorno a noi, c’era di tutto. Al mattino ci dovevamo alzare un’ora prima per pulire il vomito. Morirono due ragazzi nell’intervallo della scuola...”. Mazzi è poi rimasto a vivere lì, proprio all’interno del Parco nel quale si è trovato a operare. “Bisognava vedere la cosiddetta processione: alla base di una collinetta nel parco decine e centinaia di giovani pagavano, poi si mettevano in fila, risalivano la collina e si disperdevano per iniettatarsi l’eroina”.