Milano. 01 agosto 2026 alle 00:16

Milano.

Ha dedicato la sua vita a chi rischiava di restare indietro, agli ultimi, ai tossicodipendenti: don Antonio Mazzi è morto ieri a Milano all'età di 96 anni nella sua casa all'interno del Parco Lambro, dove ha sede la comunità Exodus da lui fondata oltre quarant'anni, una rete di comunità che sostiene migliaia di giovani tossicodipendenti.

Veronese di nascita e milanese di adozione, sacerdote e giornalista, volto tv e autore di libri, don Mazzi ha sempre preferito il chiasso della strada al silenzio della sacrestia, l'azione alla preghiera. «Ci ha lasciati un padre, un uomo, a suo modo un visionario», commenta Franco Taverna, vicepresidente della Fondazione Exodus: «Un “prete matto, borderline” come amava definirsi, che non si è mai stancato di lottare per restituire il futuro a tanti ragazzi. Amava ripetere che erano stati loro a salvare lui, non il contrario».

Don Mazzi è stato spesso ospite di "Domenica In”: «Perdo il mio secondo padre», il commento della storica conduttrice Mara Venier: «Un prete da marciapiede che ha donato amore a tutti» e che aveva trasformato «la strada in un luogo di rinascita, riscatto e speranza per migliaia di giovani fragili e per le loro famiglie». L'ultimo messaggio, secondo la sua storica collaboratrice Cristina Mazza, è stato un invito a sognare: «I sogni sono sempre giovani. Non dobbiamo mai smettere di sognare, che abbiamo 70 anni, che ne abbiamo 15, che ne abbiamo 80».