C’è una congiunzione astrale che non è sfuggita agli addetti ai lavori della galassia sportiva bolognese ed emiliana. Il picco di prestazioni della nazionale di atletica ai recenti campionati Europei – con un bottino di medaglie che fa degli azzurri a tutti gli effetti una delle nazionali più forti del panorama mondiale – va curiosamente a coincidere con il dibattito sul Dall’Ara, stadio icona alla ricerca di una seconda vita dopo la probabile partenza del Bologna Fc in direzione della zona Fiera. L’ingranaggio, in realtà, si è messo in moto da tempo.
"Abbiamo già presentato insieme al Comune il progetto Pnrr per la nuova pista da otto corsie nella zona dell’antistadio (sarà pronto nel 2027, ndr), con un raddoppio della tribuna – fa notare Ester Balassini, ex-martellista e consigliera federale Fidal (Federazione Italiana di Atletica Leggera) –. È un investimento in cui crediamo molto, che va a colmare una lunga parentesi problematica in fatto di impianti a Bologna, e che consentirebbe di portare qui gare di livello nazionale, come avvenne per l’ultima volta nel’96 con i campionati italiani di atletica".
L’europeo d’oro degli azzurri ha una solida base emiliana, composta da vari medagliati quali Sara Fantini (argento nel martello), Andrea Dallavalle (bronzo nel triplo) ed Edoardo Scotti (lodigiano ma da tempo di base in regione, ora nella staffetta 4x400), senza dimenticare atlete di riferimento come Zaynab Dosso e Ayomide Folorunso. "La base di praticanti è solida, nonostante un lungo periodo di stallo in quanto a infrastrutture. La nuova pista nell’antistadio potrebbe far fare all’atletica regionale un ulteriore balzo in avanti", conclude Balassini. Ma c’è chi sogna più in grande: la pista del Dall’Ara – oggi non più attiva perché ricoperta – ospitò nel 1990 il Golden Gala, oggi parte della Diamond League, il gotha dell’atletica.








