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Il boss di Brancaccio Giuseppe Graviano ha chiesto di essere ascoltato dal gip di Caltanissetta Santi Bologna e dal procuratore Salvatore De Luca, nell’ambito del procedimento sulle stragi del 1992, per riferire sui rapporti che avrebbe avuto con Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Lo ha fatto inviando una lettera, tramite il suo legale, l’avvocato Antonio Sanvito, che conferma la circostanza.
La decisione nasce dopo la richiesta avanzata dalla procura al gip di procedere all’archiviazione della posizione di Marcello Dell’Utri, indagato per concorso nelle stragi del 92. Nello stesso procedimento era indagato anche Berlusconi, la cui posizione dopo la sua morte, è stata archiviata. Una richiesta che, spiega il legale, «non deve essere letta, né interpretata, come un messaggio occulto, criptato o subliminale che Giuseppe Graviano intende veicolare verso l’esterno attraverso i canali giudiziari. È esattamente il contrario: si tratta di ribadire, nelle sedi competenti e con la trasparenza che questa vicenda impone, quanto Graviano ha già dichiarato pubblicamente, a verbale, dinanzi alla Corte di Assise di Reggio Calabria. Nulla di nuovo, dunque. Nessun messaggio in codice. Solo la reiterazione, nelle forme istituzionali appropriate, di dichiarazioni già rese e già agli atti».






