ROVIGO - Mettere in freezer il proprio orologio biologico, mentre la vita continua a correre. Aspettando un compagno, un lavoro stabile o semplicemente il momento in cui avere un figlio smetta di sembrare impossibile. Si chiama social freezing e consiste nel congelare i propri ovociti quando sono ancora giovani per poterli utilizzare anni dopo. Una possibilità della quale anche in Italia si comincia a parlare sempre di più, anche grazie alle donne che hanno deciso di raccontare pubblicamente la propria scelta. E il tema è arrivato anche sui social e in televisione: l'influencer Nilufar Addati, 28 anni, ha raccontato di avere congelato gli ovociti. E altre stanno seguendo il suo esempio, facendo conoscere questa pratica, altrimenti quasi sconosciuta.

IN POLESINE Una domanda che esiste anche in Polesine. E i numeri, rapportati alle dimensioni della provincia, non sono affatto irrilevanti. «La nostra Pma riceve parecchie domande di social freezing, circa un paio al mese, ma da noi come centro pubblico non è consentito», spiegano dall'Ulss 5 Polesana. Significa una ventina di richieste potenziali all'anno in una provincia che conta meno di 250mila abitanti. Per le donne che si rivolgono al centro di Procreazione medicalmente assistita dell'ospedale di Trecenta, però, la risposta non può che essere negativa. Il problema non è tecnico. È economico e normativo. Nel pubblico la preservazione della fertilità è prevista quando esiste un'indicazione medica, a partire dalle pazienti oncologiche che devono sottoporsi a terapie potenzialmente dannose per la fertilità. In Veneto la rete regionale contempla inoltre la preservazione nei pazienti affetti da patologie che, direttamente o attraverso le cure necessarie, possono ridurre la possibilità di concepire, indicando fra le condizioni anche l'endometriosi. SE È UNA SCELTA Diverso è congelare gli ovociti per scelta, semplicemente perché oggi un figlio non si può o non si vuole ancora avere. In questo caso bisogna rivolgersi al privato e pagare di tasca propria. Tra stimolazione ovarica, farmaci, controlli, prelievo degli ovociti e vitrificazione il conto può arrivare a diverse migliaia di euro, alle quali si aggiunge la tariffa per conservarli negli anni. E un solo ciclo può non bastare per ottenere un numero adeguato di ovociti. Il percorso dura poche settimane: la donna viene sottoposta a stimolazione ormonale e monitoraggi ecografici, quindi al pick-up, il prelievo degli ovociti in sedazione. Quelli maturi vengono vitrificati e conservati in azoto liquido a -196 gradi. Il tempo, però, conta. La fertilità femminile comincia a ridursi già attorno ai 30 anni e il declino diventa più marcato dopo i 35: per questo la finestra considerata più favorevole per congelare gli ovociti è quella precedente ai 35 anni. L'accesso, intanto, cambia a seconda del luogo in cui si vive. La Puglia ha appena stanziato 600mila euro per il biennio 2026-2027: le residenti tra 27 e 37 anni con Isee fino a 30mila euro possono ottenere fino a 3mila euro per il social freezing. In Veneto una misura analoga non c'è. Così a Trecenta le telefonate arrivano, circa due ogni mese. Ma per congelare il tempo, almeno per ora, bisogna andare altrove. E pagare.