| 15 Giugno 2026 21:02 |

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(Adnkronos) – “Negli ultimi anni stiamo assistendo a un vero boom del social freezing, il congelamento degli ovociti per motivi non medici. È un fenomeno in crescita, alimentato da una maggiore consapevolezza delle donne sulla propria fertilità, ma anche da molte informazioni incomplete o fuorvianti che circolano sui media e sui social network”. Così all’Adnkronos Salute Guglielmo Ragusa, presidente della Società italiana di riproduzione umana (Siru) e responsabile del Centro di Procreazione medicalmente assistita dell’Istituto Marquès di Milano a margine di ‘Parola alla medicina’, format audiovisivo della Fism (Federazione società medico-scientifiche italiane), di cui Adnkronos è media partner.

Secondo Ragusa, il tema della fertilità femminile continua a suscitare grande attenzione perché tocca aspetti profondi della vita delle persone. Tuttavia, oggi più che mai, è necessario distinguere tra dati scientifici e falsi miti. “Molte donne – spiega – arrivano alla consulenza con l’idea che congelare gli ovociti equivalga a mettere al sicuro la propria possibilità di avere figli in futuro. In realtà non è così. Il social freezing può essere una strategia utile, ma non rappresenta una garanzia assoluta”. Le motivazioni che spingono sempre più donne a ricorrere al congelamento degli ovociti sono soprattutto sociali. “Nel 70% dei casi – sostiene Ragusa – si tratta di donne che non hanno ancora trovato il partner con cui costruire un progetto familiare. Altre sono concentrate sulla carriera o hanno appena concluso una relazione importante. Sono scelte legittime, ma è fondamentale conoscere i limiti biologici della fertilità”.