Roma, 18 giu. (askanews) – In Italia si registra un nuovo minimo storico di nascite. La salute riproduttiva va protetta fin dall’infanzia. “La fertilità va compresa e tutelata nel tempo, attraverso informazione corretta, prevenzione e attenzione ai fattori di rischio”, spiega il ginecologo Marco Grassi. Giugno è il mese della sensibilizzazione.
In Italia la crisi demografica è un tema ormai noto. Nell’ultimo anno però, la situazione sembra essere diventata ancora più preoccupante, toccando un nuovo minimo storico. Nel 2025 sono nati 355 mila bambini, ben 15 mila in meno rispetto all’anno precedente (-3,9%). Il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14, in calo rispetto all’1,18 del 2024, mentre l’età media al parto è salita da 32,6 a 32,7 anni. Questi dati confermano l’Italia come uno dei Paesi con i livelli più bassi di natalità in Europa (Istat).
Un quadro che rende ancora più attuale il tema della salute riproduttiva e la necessità di una corretta informazione e maggiore consapevolezza. Giugno è il mese dedicato alla sensibilizzazione sull’infertilità, una condizione riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una priorità di salute pubblica globale. L’obiettivo è accendere l’attenzione su un problema che riguarda molte persone nel mondo e che ha un impatto medico, psicologico e sociale ancora spesso sottovalutato.






