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Il crollo delle nascite in Italia non è il risultato di un minore desiderio di diventare genitori, ma delle difficoltà che impediscono a milioni di persone di realizzare il proprio progetto di vita. E’ questo il messaggio che emerge dal «Dossier Natalità 2026: Volere o Potere», realizzato dalla Fondazione per la Natalità in collaborazione con ISTAT e presentato oggi a Palazzo Wedekind, nel corso di un evento patrocinato dall’INPS, alla presenza di Gigi De Palo, Presidente Fondazione per la Natalità, Francesco Maria Chelli, Presidente dell’ISTAT e Valeria Vittimberga, Direttore Generale dell’INPS.Nel 2025 sono nati appena 355mila bambini: minimo storico dal secondo dopoguerra

Il rapporto fotografa un Paese in cui nel 2025 sono nati appena 355.000 bambini, minimo storico dal secondo dopoguerra, con un tasso di fecondità sceso a 1,14 figli per donna, ma dove la rinuncia alla genitorialità è determinata soprattutto da ostacoli economici, lavorativi e sociali. Il dossier evidenzia come la denatalità non sia il frutto di un cambiamento culturale o della mancanza di desiderio di avere figli. Al contrario, il problema è rappresentato dalla crescente distanza tra ciò che le persone vorrebbero realizzare e ciò che riescono concretamente a fare.