di
Valentina Santarpia
Il «Dossier Natalità 2026: Volere o Potere», realizzato dalla Fondazione per la Natalità in collaborazione con Istat. Le donne sono le più penalizzate da condizioni sfavorevoli: quasi una su due (il 49,9%) teme conseguenze negative per la carriera dalla maternità, contro il 24% degli uomini
Nel 2025 sono nati in Italia solo 355 mila bambini, nuovo minimo storico dal secondo dopoguerra, mentre il tasso di fecondità è sceso a 1,14 figli per donna. È quanto emerge dal «Dossier Natalità 2026: Volere o Potere», realizzato dalla Fondazione per la Natalità in collaborazione con Istat e presentato ad un evento con la partecipazione di Gigi De Palo, presidente Fondazione per la Natalità, Francesco Maria Chelli, presidente Istat e Valeria Vittimberga, direttore generale Inps.
Se le donne non avessero paura per il lavoro, sarebbero nati 760 mila bambini: il doppioIl 62% degli italiani in età feconda dichiara di aver rinunciato ad avere altri figli a causa di ostacoli economici e sociali mentre per appena il 5,5% la genitorialità non rientra nel proprio progetto di vita. Secondo l'analisi, il crollo delle nascite non deriva da un cambiamento culturale quanto da fattori strutturali «esogeni». Il Dossier riporta che oltre 2,8 milioni di italiani mettono al primo posto tra le cause della rinuncia ad avere figli le difficoltà economiche e lavorative, mentre se le intenzioni di fecondità dichiarate dalle donne italiane si fossero concretizzate, nel 2025 sarebbero nati circa 760mila bambini, più del doppio di quelli venuti alla luce l'anno passato. Le donne sono le più penalizzate da condizioni sfavorevoli: quasi una su due (il 49,9%) teme conseguenze negative per la carriera dalla maternità, contro il 24% degli uomini. Ma «pesano» anche i ruoli di cura: sono oltre 3 milioni le donne inattive per motivi familiari, a cui si sommano le 763mila persone che rinunciano ai figli anche per assistere genitori anziani. «Oggi il tema non è convincere qualcuno ad avere figli, ma restituire alle persone la libertà di poterli avere- dice Gigi De Palo, Presidente Fondazione per la Natalità-Finché mettere al mondo un figlio continuerà a essere percepito come un rischio economico, lavorativo e sociale, continueremo ad assistere a un declino che riguarda tutti. La natalità non è una questione privata, ma la condizione da cui dipendono il futuro del welfare, dell'economia e della coesione del Paese», aggiunge.










