Cinque. Sono gli ovociti di Giulia Pelucchi rimasti dopo le iniezioni nella pancia, i prelievi alle otto del mattino e un’attesa che finisce per assomigliare a una gara con il proprio corpo. Cinque possibilità conservate per un futuro che lei non ha ancora deciso se desiderare. “Non so se voglio figli”, dice. Ed è proprio questo il punto: non voleva che fossero l'endometriosi, il tempo o una tabella medica a scegliere al posto suo. Pelucchi ha 35 anni, è presidente del Municipio 8 di Milano. “La mia era una situazione diversa da quella classica delle coppie eterosessuali. Perché se dovessi avere figli li avrò con una donna”. Gli ormoni, la paura, le aspettative, la delusione di un numero più basso di quello sperato. Ha speso quasi cinquemila euro per guadagnare tempo. Nel frigorifero di casa le sono rimaste alcune siringhe costate 250 euro. In una clinica sono rimasti i suoi cinque ovociti.

Partiamo dall'inizio. Come l'ha scoperto?

“Nel 2024 ho fatto un intervento per rimuovere una cisti ovarica. Dall'esame istologico è emerso che era di natura endometriosica. Io, però, non avevo praticamente sintomi: avevo dolore il primo giorno del ciclo, ma nessuno mi aveva mai detto che potesse esserci un problema. Parlando con alcune amiche che hanno l'endometriosi, ho capito che poteva esserci anche una questione legata alla fertilità e ho deciso di fare degli approfondimenti”.