Luigi Lovaglio segue Giorgia Meloni.
Dopo l'intervista della premier a Milano Finanza in cui si auspicava il mantenimento dell'integrità del Monte dei Paschi di Siena, il ceo della banca più antica del mondo lancia la sua contromossa: una proposta di aggregazione con Banca Generali e forse anche con Banco Bpm, per provare a resistere all'offerta pubblica di scambio di Intesa Sanpaolo, mettendo sul piatto anche il suo storico 13% in Assicurazioni Generali.«Oggi Mps, la banca più antica d'Italia e del mondo, fortemente radicata sul territorio, è tornata in salute ed è diventata il pezzo pregiato su cui si concentrano le attenzioni», aveva risposto sabato 14 Meloni a una domanda del direttore Roberto Sommella. «Mi auguro che dalle dinamiche di mercato possa emergere un sistema ancor più solido e concorrenziale, capace di produrre benefici per famiglie e imprese.
E che Mps non finisca smembrata, perdendo il proprio nome e la propria identità».Il piano del ceo senese, Luigi Lovaglio, andrebbe in questa direzione, secondo quanto filtra da fonti autorevoli.
Ma di fronte a questo scenario incandescente, il mercato si interroga sulla discesa in campo del governo (è giusta?), sulle mosse dell'amministratore delegato del Monte che riunisce giovedì 20 alle 9 il cda (avrà la forza per respingere la scalata di Intesa Sanpaolo e Unipol?) e sulle possibili reazioni dell'istituto guidato da Carlo Messina (alzerà il prezzo per Mps?














