L’addio di Varenne ha rispolverato l’ippica dei tempi d’oro quando gli ippodromi erano pieni, l’entusiasmo alle stelle, i bilanci sempre floridi, Oggi, tranne in rare occasioni, si corre nel deserto e molti ippodromi hanno chiuso. Cosa è accaduto? «Varenne – sottolinea il senatore Patrizio Giacomo La Pietra, sottosegretario con delega all’ippica - ci ha lasciato con un ultimo grande regalo. Ha fatto riscoprire, o meglio ricordare, la grande passione per questo sport non solo agli addetti ai lavori, agli appassionati, ma anche nel sentore popolare di tanti italiani».

Questo ci fa ben sperare anche per recuperare la presenza di pubblico. «Già ora nelle grandi occasioni non manca mai. Ma dobbiamo anche essere consapevoli che i tempi sono cambiati, le abitudini, le tecnologie e quindi in qualche modo dobbiamo adattarci ad un nuovo corso, che ricordo non è solo un fenomeno italiano». Come pensa il Masaf di recuperare (se si fa ancora in tempo) parte del pubblico ormai sparito. «Abbiamo attivato una serie di iniziative tecniche e organizzative per dare ordine ad un settore, rilanciare la qualità delle corse e soprattutto cercare di valorizzare gli ippodromi per dare maggiori servizi al pubblico e agli operatori. Abbiamo attivato una campagna di comunicazione con la costituzione del marchio Grande Ippica Italiana e abbiamo restituito credibilità al sistema anche a livello internazionale. È stato emanato il nuovo piano di promozione e comunicazione. Sono cambiamenti che hanno bisogno di tempo». Il settore, nonostante tutto, vanta professionalità (allenatori, guidatori) eccezionali. I cavalli italiani vincono in tutto il mondo e i proprietari hanno una passione incrollabile. «Dobbiamo solo ringraziare chi in questi ultimi decenni ha continuato ad investire e a credere in questo settore. Vale per tutte le categorie, ma oggi occorre un cambio di passo anche da parte del sistema. Non bastano le iniziative amministrative. Occorre un dinamismo diverso, un approccio e una visione diversi e soprattutto credo sarebbe opportuno smettere di piangersi addosso e dire che tutto va male. Questo non aiuta, ma per fortuna in molti lo hanno capito e i risultati si vedono». Eppure gli ippodromi chiudono. Il trotto ha perso San Siro e Roma Tor di Valle. Ora si spera che possa ripartire Capannelle con trotto e galoppo. Quando riaprirà? «In questi giorni ci sarà un sopralluogo tecnico per verificare lo stato di attuazione dei lavori. Se tutto andrà bene, a Capannelle le corse potranno ripartire il 4 settembre. Oggi siamo ancora in una fase di assestamento per gli ippodromi, ma è chiaro che le nuove regole, come la rendicontazione obbligatoria, la classificazione, stanno facendo emergere le criticità gestionali di alcuni impianti. Questo non è un segnale di crisi, ma di trasparenza e di evoluzione del sistema che deve adattarsi a nuovi standard». Intanto dalle scommesse arrivano sempre meno risorse all’ippica. Una riforma da tempo annunciata che non decolla mai. Bisognerebbe privilegiare la scommessa al totalizzatore che fidelizza i piccoli appassionati. Invece proprio questa scommessa è tassata in modo assurdo. «Le risorse ormai da anni non dipendono di fatto dalle entrate derivanti dalle scommesse. Una riforma complessiva delle scommesse risulta essere ancora complessa, ma con piccoli accorgimenti sicuramente possiamo avviarne il percorso. La vera riforma sarà la costituzione di una agenzia esterna liberando il sistema dai vincoli della burocrazia ministeriale. Quello è il nostro obiettivo». C’è da salvare la grande storia del settore ma anche il reddito di diecimila famiglie che vivono grazie all’ippica. «La strada da seguire è creare un sistema virtuoso basato sul valore professionale di ogni singola categoria. Non possiamo continuare e mantenere un reddito ippico basato solo sul finanziamento statale». A cosa si pensa per onorare la memoria di Varenne. «La prima cosa da fare è continuare la nostra azione di rilancio dell’ippica. Poi pensiamo a eventi speciali, a partire dal Derby italiano di trotto a Torino (che ospiterà nello stesso giorno - 11 ottobre - anche le finali europee di trotto) e di Fiera Cavalli a Verona. Oltre a qualcosa che ne preservi la memoria per sempre, come ad esempio un museo».