HomeFerraraCronacaL’addio al ’Capitano’. Varenne, simbolo eterno: "Lavoriamo per onorarlo"Dalla tenuta di Zenzalino, dove il cavallo è nato 31 anni fa, fino a Eboli. Serie di incontri per un ricordo esemplare. E lo omaggia anche il ciclista Cipollini.Varenne è nato 31 anni fa nella tenuta di Zenzalino, la sua morte martedì a EboliRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciQuesta volta non c’è una pista, non c’è un traguardo, non c’è il rumore degli zoccoli che arriva da lontano. C’è il silenzio. Quello che resta quando se ne va qualcuno che, per tanto tempo, pensavamo eterno. Varenne, Il Capitano, ‘Il’ Cavallo, ora è ancor più mito, storia e leggenda. Unite da un filo invisibile e molto forte. E a Zenzalino (Copparo), dove è nato 31 anni fa, e a Eboli, dov’è morto martedì, ora si sta lavorando per onorarlo in eterno. "Sarà ricordato con qualcosa che rimarrà nel tempo – annuncia Bruna Cirelli, vicesindaco di Copparo –, era un progetto che avevamo nel cassetto e, per diverse vicissitudini, non eravamo ancora riusciti a concretizzare. Il Capitano è sempre stato molto più di un grande campione. È stato un simbolo di Copparo, un motivo di orgoglio per la nostra comunità e un nome, una leggenda, che, partendo da Zenzalino, ha fatto il giro del mondo. Per questo vogliamo dedicargli qualcosa che sia all’altezza della sua storia nella nostra terra. Un omaggio concreto, destinato a rimanere". Si stanno definendo gli ultimi dettagli, in settimana saranno molti gli incontri. Da questa pianura aveva cominciato la sua corsa verso la storia. "Tra un mese metteremo una targa al box dov’è nato – dice Alessandro Viani dell’allevamento di Zenzalino – sarà una cerimonia privata". Ancora puledro, Varenne fu portato oltralpe diventando francese e a 3 anni incontrò Enzo Giordano che acquistandolo, lo fece tornare italiano scoprendo il grande talento di trottatore. Non lo sfruttò, lo fece correre solo 4 anni invece di 6 ma vincendo l’impossibile. Poi stallone e infine, nel 2025 lo volle a Napoli vicino a lui, per godersi la pensione insieme. Lo affidò all’amico Dario De Angelis dell’allevamento Lj di Eboli, un paradiso fatto di verde e libertà, dove Varenne continuava a scegliere e decidere. Lì, seguendo i voleri di Giordano, scomparso qualche mese dopo, sono tornate ora le ceneri di Varenne. "Saranno interrate in allevamento – fa sapere De Angelis –, i figli hanno voluto rispettare le volontà di Enzo che, aldilà della nostra sincera amicizia, voleva che il Capitano stesse da noi. Ci attiveremo per contattare scultori e artisti vari per progettare e realizzare un memoriale degno di questo campione e del suo meraviglioso proprietario". Ad omaggiarne il ricordo è anche Mario Cipollini, il fortissimo velocista di ciclismo che nel 2002, all’indomani della vittoria iridata, propose di misurarsi sulla distanza del chilometro contro il campione del trotto alla conclusione di carriera: "Se n’è andato un campione – dice –, un cavallo straordinario, un simbolo. Mi piace pensare che abbia goduto profondamente della sua vita, della sua carriera, era il cavallo più forte del mondo di tutti i tempi. Varenne è parte straordinaria dello sport italiano. Ha ricoperto un ruolo da vero ’atleta’ con la stessa intensità dei più grandi atleti Italiani". Varenne ha lasciato emozioni forti e sensazioni indescrivibili a chi ha incrociato il suo sguardo e la sua vittoria più grande. E ora dovrà essere ricordato in eterno.