ROMA – Mentre un El Niño più intenso si sviluppa nell'Oceano Pacifico, milioni di persone in Africa, Asia, America Latina e Medio Oriente vivono una crisi umanitaria sempre più grave caratterizzata da fame, epidemie e sfollamenti. Il peso maggiore lo sopportano le donne sulle quali, in molti Paesi del mondo, ricade ancora la responsabilità del cibo e della cura familiare. Per questo alcune organizzazioni non governative come CARE dispongono di un Fondo di Azione Precoce che mira a svolgere un lavoro di prevenzione e il più delle volte lo affida proprio alle donne. Attraverso l'erogazione di soldi prima dell'impatto di eventi meteorologici estremi, il Fondo aiuta le famiglie a rischio ad adottare misure preventive come la protezione dei raccolti e del bestiame, la garanzia dell'approvvigionamento idrico, l'accesso ad aiuti economici e lo sviluppo di un'agricoltura resistente ai cambiamenti climatici, inclusa la produzione di fertilizzanti locali.
Il fenomeno climatico. Con le temperature dell’Oceano Pacifico oltre i 2° il timore è che El Niño si rafforzi così tanto da modificare le condizioni meteorologiche in diversi luoghi, portando siccità in alcune regioni e inondazioni in altre. Così aumenta il rischio di insicurezza alimentare, malnutrizione e malattie. “El Niño non è semplicemente un fenomeno climatico. Genera una crisi umanitaria quando si scontra con la fame, la povertà endemica, i conflitti, le disuguaglianze, le interruzioni delle catene di approvvigionamento e la riduzione dei finanziamenti umanitari”, commenta Ann Vaughan, vicepresidente associata per Resilient Futures di CARE.






