Mentre l’Europa, soprattutto nell’area occidentale, è alle prese con temperature record per questa stagione, la Fao lancia un alert sul fatto che un’imminente e intensa fase di El Niño andrà a minacciare l’agricoltura globale, con rischi di grave siccità superiori al 50% nel Sahel, in Africa meridionale, America centrale e Asia. Per proteggere i raccolti e la sussistenza di milioni di persone già vulnerabili, l’agenzia Onu per l’alimentazione e l’agricoltura, insieme al Programma alimentare mondiale (World food programme, Wfp), ha lanciato un piano d’azione preventivo da 202 milioni di dollari. Ma il tempo per agire stringe.
Alla base dell’allarme, oltre al caldo anomalo che già si sta registrando in questo finale di giugno, c’è il fatto che l’Organizzazione meteorologica mondiale prevede un ciclo più intenso del solito per El Niño, il che causerà siccità grave in Africa e Asia del sud, Centroamerica, Caraibi. Molte di queste regioni sono state duramente colpite durante gli eventi El Niño del 2015–16 e del 2023–24. I cicli di El Niño, sottolineano gli esperti della Fao, mettono in luce le stesse vulnerabilità e tendono a provocare raccolti scarsi, perdite di bestiame, aumento dell’indebitamento delle famiglie e migrazioni alla ricerca di cibo e acqua. Solo nel periodo 2015–16, El Niño ha colpito oltre 60 milioni di persone e ha determinato appelli umanitari per un valore di 5 miliardi di dollari in 23 paesi.










