ROMA – L'intensificazione delle azioni, più o meno tempestive, in 22 Paesi ad alto rischio probabilmente contribuirà a salvaguardare vite umane, mezzi di sussistenza e soprattutto la sicurezza alimentare, che tradotto in termini più semplici vuol dire avere la certezza che il cibo arrivi regolarmente alle persone, almeno due volte al giorno, e che sia sano.

El Niño porterà siccità oltre la media in alcune aree e rischio di inondazioni in altre. L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) e il Programma alimentare mondiale (WFP) hanno lanciato il loro primo appello congiunto per azioni preventive, con l'obiettivo di raccogliere 202 milioni di dollari per proteggere quasi nove milioni di persone dal potenziale impatto di un forte fenomeno meteorologico El Niño in 22 Paesi prioritari ad alto rischio. Si prevede che El Niño si intensificherà durante il periodo coperto dalle previsioni, portando a condizioni di siccità superiori alla media in alcune aree e a condizioni di maggiore umidità e rischio di inondazioni in altre. Ciò potrebbe compromettere la semina, le stagioni di crescita, i raccolti, i pascoli e la disponibilità idrica. Si prevede che le forti condizioni di El Niño nella seconda metà del 2026 aumenteranno la probabilità di siccità, inondazioni e tempeste in alcune zone dell'Africa, dell'Asia, del Pacifico, dell'America Latina e dei Caraibi.