Di: Telegiornale - Francesca Campagiorni / AC Secondo gli ultimi aggiornamenti dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), El Niño si sta intensificando. Questo fenomeno naturale non avviene a scadenza regolare. Si tratta di un mix di condizioni atmosferiche e di venti che influenzano ciò che accade sotto la superficie oceanica: l’acqua calda si accumula e viene trasportata dalle correnti in modo anomalo. In questo modo, il clima viene alterato e si verificano eventi estremi. Come funziona El Niño“In base a come cambia questa oscillazione, che è la temperatura superficiale dell’oceano”, spiega al Telegiornale Lorenzo Di Marco di MeteoSvizzera, “in base a come si distribuisce questa temperatura, influenza l’atmosfera e le alte e le basse pressioni”. Concretamente, determina “dove si distribuisce di più la precipitazione, oppure no”.Uno, due o tre gradi in più di temperatura superficiale dell’oceano, significa, secondo l’esperto, “più umidità a disposizione anche per l’atmosfera, soprattutto nella zona equatoriale, quindi maggior attività convettiva, dunque rovesci e temporali, maggiori precipitazioni”. Questo ha delle conseguenze a catena nel sistema. Gli effetti globaliEl Niño si farà sentire a livello globale e alcune regioni saranno maggiormente colpite. “Gli effetti diretti sono sulla distribuzione delle precipitazioni tra il Sud America, Australia e Indonesia”. L’effetto secondario, spiega Di Marco, lo “possiamo vedere in Nord America. In più, poi, le perturbazioni in Europa arrivano da ovest, dall’America, e successivamente arrivano da noi”.El Niño ha probabilmente un’influenza anche sul continente europeo, anche se “è difficile fare una connessione diretta perché in mezzo ci sono tante oscillazioni, altri sistemi di venti”. Quello che si può dire, però, è che questa estate “abbiamo avuto la sfortuna che c’erano anche altri fattori che si sono sommati a questa fase di El Niño che potrebbero aver influenzato la situazione in cui ci troviamo adesso”, conclude Lorenzo di Marco.Allarme per la sicurezza alimentareGli scenari futuri potrebbero essere devastanti e le organizzazioni internazionali che si occupano di fame nel mondo si dicono preoccupate. Il Programma Alimentare Mondiale (PAM) si sta preparando a un’instabilità alimentare che potrebbe avere pochi precedenti nella storia. Piogge abbondanti spesso si traducono in inondazioni. Inoltre, l’acqua calda del mare è letale per molti animali marini. La pesca diventa problematica. I terreni secchi distruggono i raccolti e lasciano il bestiame senza cibo. “L’intensità di El Niño aumenta la probabilità di eventi meteorologici e climatici estremi in diverse parti del mondo”, dichiara Alvaro Silva, dell’OMM. “Anche se questo fenomeno si verifica naturalmente, ora si sviluppa in aggiunta al cambiamento climatico a lungo termine dovuto alle attività umane.”Il PAM prevede che, a chi soffre di fame, si aggiungeranno altri 50 milioni di persone. Se El Niño dovesse durare qualche mese, i suoi effetti potrebbero farsi sentire per tutto l’anno a venire. La situazione attuale“Tutto questo si sta verificando nel contesto di una già altissima insicurezza alimentare in molte parti del mondo”, afferma Dunja Dujanovic, dell’Organizzazione ONU per l’Alimentazione e per l’Agricoltura (FAO). “Ci sono già eventi estremi e la siccità. E anche la crisi dei carburanti e dei fertilizzanti. I prezzi di produzione del cibo aumentano e El Niño li farà aumentare ancora di più”. Alcuni interventi preventivi, come ad esempio il sostegno agli agricoltori e ai pastori, assistenza in denaro e rafforzamento dei sistemi d’allerta precoce, sono già stati introdotti dalla FAO e dal PAM. El Niño e l'aumento della fame nel mondoTelegiornale 08.08.2026, 20:00