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Dopo 26 anni dallo scoppio dell’ultima grande bolla, di fronte all’impetuosa e prolungata crescita di tutte le azioni che a Wall Street, e non solo, sono collegate al settore dell’intelligenza artificiale, si vuole capire se stiamo vivendo un fenomeno il cui epilogo potrebbe essere simile. È una domanda la cui risposta non è un tema da addetti ai lavori, perché interessa il grande pubblico sotto un duplice profilo.

I due volti del mercato dell’intelligenza artificiale

Il primo è quello del risparmiatore-investitore che è inevitabilmente attratto dalla crescita di valore di quei titoli. Il secondo è quella del consumatore, perché una repentina correzione, se non proprio crollo, di quei valori causerebbe probabilmente un analogo crollo della domanda e una conseguente recessione. Non dimentichiamo che oggi, tra il 75% e il 90% della crescita Usa è spiegata dagli investimenti relativi a tutta la filiera dell’IA, dai chip agli strumenti di intelligenza artificiale oggi disponibili sul mercato (ChatGpt di OpenAI, Gemini di Google, Claude di Anthropic, Grok di XAi, ecc…).