Che sia una “bolla” o un semplice “boom”, chiamatelo come volete, le Big Tech non smettono di investire nell’intelligenza artificiale, toccando cifre che fanno impallidire ogni altro precedente. Dall’inizio dell’anno sono stati spesi 155 miliardi di dollari, più di quanto il governo degli Stati Uniti abbia investito finora in istruzione, formazione, occupazione e servizi sociali nell'anno fiscale 2025. E secondo le dichiarazioni dei più grandi attori della Silicon Valley questo è solo un assaggio perché entro la fine dell’anno tale cifra potrebbe moltiplicarsi arrivando a 400 miliardi di dollari, più o meno il Pil di un Paese come la Colombia, e risultare non ancora abbastanza per l’anno a venire.
D’altronde, dicono le aziende, non riusciamo a stare dietro al mercato che ci chiede prodotti e capacità sempre più performanti. Amazon ad esempio sostiene di essere in corsa contro il tempo per fornire molte più capacità cloud di quanto offra tuttora, Microsoft afferma di aver riscontrato una domanda così elevata da parte dei clienti per i suoi servizi basati sui data center di intelligenza artificiale che prevede di raddoppiarli nei prossimi due anni. «Siamo a corto di potenza di calcolo da molti trimestri. Pensavo che avremmo recuperato. Non è così. La domanda è in aumento», ha affermato Amy Hood , direttore finanziario dell’azienda di Redmond. Meta Platform parla di limiti di capacità e della necessità di nuovi modelli di intelligenza artificiale e quindi di nuovi ingenti investimenti.







