di
Dario Sautto
Sono 25 le coppie trattate nello stesso periodo all'ospedale San Paolo di Napoli dove è avvenuto l'errore. Per gli ispettori del ministero ci sono state molte carenze
Sarebbero 25 le coppie trattate nello stesso periodo in cui è stato impiantato un embrione sbagliato ad una donna presso il centro di Procreazione Medicalmente Assistita del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Paolo di Napoli. È quanto emerge dall'ispezione congiunta del Centro nazionale trapianti e del ministero della Salute, eseguita a fine luglio 2025 presso la struttura ospedaliera napoletana. I dati sono stati riportati da Repubblica. Durante l'ispezione dei tecnici, sarebbe emersa una situazione ritenuta "fuori controllo" a causa di carenze nei dati ed errori nelle trascrizioni. Addirittura, è emerso che uno degli archivi digitali che riguarda la procreazione assistita era accessibile solo attraverso una password in possesso di un medico non più in servizio al San Paolo.
Secondo quanto riferito dai medici ai genitori dopo l'analisi del Dna, la bimba non era bioologicamente loro e che probabilmente l'errore era dovuto ad un nome sbagliato riportato sull'etichetta della provetta che conteneva l'embrione poi scongelato e impiantato alla mamma 36enne. Un errore che non avrebbe ancora trovato spiegazioni e sul quale sono in corso le indagini dei carabinieri del Nas di Napoli, agli ordini del colonnello Alessandro Cisternino, coordinate dalla Procura di Napoli (procuratore aggiunto Antonio Ricci, sostituto Stella Castaldo) con l'ipotesi di reato di lesioni colpose.














