di

Dario Sautto

La coppia denunciò dopo la procreazione assistita al San Paolo. L’Asl: pronti a riaprire

Attraverso la procreazione assistita, una coppia napoletana ha avuto una bimba scoprendo poi che i genitori biologici sono altri. Un errore nella selezione della provetta ha portato ad impiantare un embrione diverso a una giovane mamma di Napoli. La scoperta per i genitori — lui 41 anni, lei 36 — è avvenuta a giugno del 2025, una settimana dopo il parto e solo dopo l’uscita dall’ospedale San Paolo di Napoli, quando hanno letto il gruppo sanguigno della bimba. Il successivo test del Dna ha solo dato la conferma dell’utilizzo di un silos sbagliato per impiantare l’embrione fecondato alla donna.

Sul caso, dopo la segnalazione dell’Asl Napoli 1 Centro, già un anno fa sono intervenuti i carabinieri del Nas che hanno chiuso il reparto, ora completamente rinnovato, mentre la Procura di Napoli (procuratore aggiunto Antonio Ricci, sostituto Stella Castaldo) ha aperto un’inchiesta. Nel fascicolo è confluita anche la denuncia dei due genitori, che ipotizzano il reato di lesioni colpose nei confronti di due medici.La vicenda è venuta alla luce ad oltre un anno dai fatti, poiché i genitori — ora assistiti dall’avvocato Francesco Petruzzi, lo stesso del caso del piccolo Domenico morto per il trapianto di un cuore danneggiato — chiedono perché dopo così tanto tempo non ci siano ancora risposte da parte dell’azienda ospedaliera. Secondo quanto emerso finora, dopo un precedente impianto non andato a buon fine a febbraio 2024, a ottobre dello stesso anno la mamma ha avviato una seconda gravidanza presso il centro di Procreazione medicalmente assistita del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Paolo di Napoli. Solo dopo il parto, però, la coppia ha scoperto che l’embrione che non era loro, nonostante nella struttura fossero custodite 5 provette con i loro blastocisti. Dalle indagini, per ora è stato scongiurato lo «scambio di embrioni» ipotizzato dai genitori. Lo confermano sia l’azienda ospedaliera che gli inquirenti. Dunque, le loro provette non sarebbero state scambiate con altre.