La coppia ha scoperto con un test del Dna che la figlia non è biologicamente loro. Il dubbio ora è sugli altri cinque embrioni rimasti congelati.
«Noi amiamo la bambina. Mia moglie l’ha portata in grembo, l’ha partorita, l’ha allattata e la stiamo crescendo con tutto l’amore possibile. Ma vogliamo sapere cosa è successo e ci mettiamo nei panni dei genitori biologici». Sono le parole del papà della bambina nata a Napoli dopo l’impianto dell’embrione di un’altra coppia al Corriere della Sera. Infatti è passato più di un anno dalla scoperta dell’errore, ma l’ospedale non gli sta comunicando nulla. «Non sappiamo se possa esserci stato uno scambio di provette, dall’ospedale non ci fanno sapere nulla da un anno» spiega il papà.
La scoperta dell’errore
Il primo dubbio è nato quando ai genitori è stato comunicato che la bambina aveva un gruppo sanguigno incompatibile con quello di entrambi. La coppia ha quindi contattato l’ospedale, ma inizialmente i medici avrebbero attribuito il risultato a un possibile errore del laboratorio. Dopo ulteriori verifiche è stato deciso di effettuare un test del dna. L’esame ha confermato il timore della coppia che la bambina non era biologicamente figlia del padre e della madre che l’avevano cresciuta fino a quel momento. «Lì ci è caduto il mondo addosso», racconta l’uomo. Per la famiglia è iniziato così un periodo di paura, rabbia e frustrazione, arrivato dopo un percorso di fecondazione assistita già complesso, segnato anche dalla perdita di una gravidanza precedente.











