ROMA, 15 AGO - "La nostra vera bellezza non consiste nel nascondere i segni del tempo che passa, ma nel mostrare impressi anche nella nostra carne i segni dell'amore che non ha fine". Lo ha detto il Papa nell'omelia della messa a Castel Gandolfo per la festa dell'Assunzione. Leone XIV sottolinea che la glorificazione di Maria, celebrata oggi dalla Chiesa, "ci invita, così, a rivedere molti dei canoni estetici, prevalentemente di stampo edonistico e consumistico, che il mondo ci impone, e che rischiano di imprigionarci in pesanti condizionamenti, facendoci sprecare energie preziose in ciò che non conta davvero e non dura per sempre. Nell'esperienza comune, si possono incontrare persone dal volto marcato dagli anni e dalle sofferenze, eppure capaci di irradiare serenità, benevolenza e pace attorno a sé; come se ne possono osservare altre, magari esteriormente attraenti, ma dure e fredde nell'intimo".
Per il Pontefice, così, "è facile capire dove sta la vera bellezza e dove invece c'è ancora bisogno di conversione, di perdono e di guarigione". Leone ha aggiunto: "Se vogliamo veramente scoprire e coltivare la bellezza divina di cui siamo avvolti e per la quale siamo fatti, e diffonderla intorno a noi, dobbiamo imparare a leggerla nel volto tenero di un bambino come nelle rughe di un anziano, nella vivacità di un giovane come nella compostezza di un adulto, negli ornamenti della festa come negli abiti e negli strumenti del lavoro. Dobbiamo ascoltare le storie d'amore uniche che ciascuna di queste realtà ci racconta, riconoscendovi dei piccoli squarci di cielo. È l'amore - ha concluso il Papa - l'ornamento più bello dell'uomo: l'amore che trasfigura, trasforma, nobilita, porta in alto; che rende leggeri, liberi, vicini a Dio, pur attraverso le vicende alterne della vita". (ANSA).








