Leone XIV celebra a Castel Gandolfo la solennità dell’Assunzione di Maria e dedica l’omelia alla bellezza che non si misura con l’età o con l’aspetto esteriore, ma con i «segni dell’amore che non ha fine». Poi, all’Angelus, il pensiero va alle popolazioni che soffrono: dalla Terra Santa all’Ucraina e alla Russia, e alla Colombia colpita dal terremoto.

Nell’omelia il Papa parte dal mistero dell’Assunzione, «compimento della pienezza di grazia che Dio le ha donato», e dalle immagini che raffigurano Maria, alla fine della sua vita terrena, «come una giovane bellissima che si eleva fisicamente da terra verso la volta celeste».

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Un’immagine che sembra contrastare con l’esperienza del passare degli anni. «Con l’età, infatti, il nostro corpo non si fa più agile, ma più pesante; la pelle non diventa più fresca, ma mostra i segni della vecchiaia; i capelli non prendono colore e lucentezza, ma diventano grigi e poi bianchi», osserva Leone XIV.