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Redazione Online
Il factotum di Lavitola: «I giudici aspettano la verità e se la dico mi devono lasciare andare. Poi ritornerò in Africa per continuare il mio lavoro»
«Sono in Zimbabwe, non in Camerun». La rivelazione di Gomes Clesio Tavares arriva durante una lunga intervista telefonica con il quotidiano Libero. Un colloquio durante cui Tavares (o meglio Tchoukoua Ckuidieu, il vero nome scritto sui documenti) racconta anche che vive «in Italia e a brevissimo sarò lì. Mi hanno detto che non è bello rientrare ma lo farò». Quando di preciso? «Non posso dirlo. Voglio passare da casa prima che mi portino via. E non voglio nemmeno i giornalisti ad aspettarmi».
Per la Procura ha avuto il ruolo di mediatore nell'attentato sotto casa del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. E nei prossimi giorni la Procura chiederà inoltre l'estradizione del factotum di Valter Lavitola, accusato di essere il mandante dell'azione e già in cella da lunedì scorso. Tavares, però, non sembra essere spaventato dall'idea del carcere «Sarà solo per pochi giorni» assicura nell'intervista con Giacomo Amadori. «Sto seguendo un progetto quaggiù. Vengo dico la verità e ritorno in Africa a continuare il lavoro». E aggiunge: «I giudici aspettano la verità e se la dico mi devono lasciare andare».














