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“Presi con la forza. Trascinati via dai soldati”, parla Nancy, una dei cinque italiani che erano a Qusra nelle case delle famiglie assediate dai coloni. Al Fatto racconta cinque giorni isolati dal mondo. In mano alla furia dei coloni: “C’erano uomini con i bastoni. Poi è arrivata anche la milizia illegale dei coloni, armata fino ai denti”. E l’esercito? Nancy racconta, ancora con il fiatone: “Fraternizzavano con i coloni, pregavano e facevano il barbecue con loro. Poi è arrivata la decisione del giudice israeliano, l’ultima autorità che ancora faccia rispettare la legge e tuteli i palestinesi, e ha imposto ai coloni di terminare l’assedio”. Cosa è successo? “Ci sono stati scontri, ma era, credo, una cosa di facciata, perché poi i soldati sono andati via e i coloni sono rimasti”.

Tutto come prima. Fino a ieri: “I militari invece di far andare via i coloni hanno cacciato via noi. E hanno detto che la casa era interdetta per un anno”. Insomma, vittoria per i coloni. E le persone sotto assedio restano a vivere nella paura: “In quella casa c’era una famiglia con bambine di due e quattro anni”, racconta Nancy, “Hanno tagliato acqua e luce, hanno impedito di portare medicine e viveri. Hanno bloccato un’ambulanza. Sono nove mesi che quando escono di casa vengono picchiati, presi a pietrate, insultati”, conclude Nancy chiedendo di non essere citata con il cognome.