Ci sono anche quattro italiane e un italiano, insieme alle famiglie palestinesi del villaggio di Qusra, in Cisgiordania, che da giorni vivono assediate e circondate dai coloni israeliani. Erano lì per portare la loro solidarietà ai palestinesi, anche per casi come questi, ormai diventati un modus operandi del movimento dei coloni, che in quella parte di Cisgiordania, vicino a Nablus, così come nelle colline a sud di Hebron, vanta gli esponenti più violenti. Si trovano insieme a Youssef Hassan –

che era rimasto bloccato con la moglie e le due figlie piccole, che sono state

evacuate – il fratello, la sorella e la madre. E con Qusai Abu Rida e il figlio. Abu Rida ha la cittadinanza statunitense ed è stato il fratello a denunciarne l’assedio dagli Stati Uniti.

I cinque italiani hanno un’età compresa tra i 20 e i 37 anni e chiedono

l’anonimato, ma hanno deciso di raccontare quello che da giorni vedono “da dentro”, dove le famiglie palestinesi – e quindi anche loro – “sono completamente in ostaggio dei coloni violenti“, dicono, “il cui livello di follia da fuori è difficile da comprendere”, cosi “come le proporzioni di ciò che sta avvenendo a Qusra e non solo”. Tanto che mentre raccontano, i coloni stanno di nuovo tentando di ricostruire l’avamposto che è stato abbattuto dall’esercito israeliano, intervenuto più volte, anche se