La Corte costituzionale francese ha annullato il divieto di utilizzo dei social media per i minori di 15 anni, ritenendolo una "violazione sproporzionata" della loro libertà di espressione.
La Corte ha stabilito che l'articolo 1 della legge, volta a proteggere i minori dai rischi derivanti dall'uso dei social media, "limita la libertà di espressione e di comunicazione dei minori di 15 anni in modo non appropriato, necessario e proporzionato". Essendo stata chiamata a pronunciarsi solo sull'articolo 1, la massima autorità giudiziaria francese, non si è pronunciata sul divieto di utilizzo dei telefoni cellulari nelle scuole superiori, incluso nella stessa legge fortemente voluta dal presidente francese Emmanuel Macron.
Il capo dell’Eliseo aveva annunciato, in un video diffuso proprio sui social network, la decisione di ricorrere alla procedura accelerata per far approvare la legge che vieta l’accesso alle piattaforme ai minori di 15 anni. Il capo dello Stato l’aveva presentata come una delle riforme più importanti del suo secondo mandato all’Eliseo e addirittura come una «questione di civiltà». La Francia, seguendo l’esempio dell’Australia, dal 21 luglio era diventata il primo paese europeo a introdurre un divieto così netto.











