Macron non si arrende e ha già dato mandato al premier Lecornu una nuova proposta entro la primavera del 2027
Un duro colpo alla linea del governo sulla tutela dei minori online: la Corte costituzionale francese ha annullato la norma che vietava l’uso dei social media ai minori di 15 anni, definendola una «violazione sproporzionata» della libertà di espressione dei ragazzi. Nonostante la bocciatura dell’articolo 1, il presidente Emmanuel Macron — che aveva definito la stretta sui social una vera e propria «questione di civiltà» — non intende arrendersi. Il capo dell’Eliseo ha già dato mandato al premier Sébastien Lecornu di riscrivere il testo per presentare una nuova proposta di legge entro la primavera del 2027.
Le motivazioni dei giudici costituzionali
I giudici oltralpe nella sentenza, pur confermando l’importanza della tutela dei minori dai rischi della rete, hanno evidenziato due criticità fondamentali. Il primo è la restrizione indebita ovvero il divieto assoluto che «limita la libertà di espressione e di comunicazione in modo non appropriato, necessario e proporzionato». Secondo l’assenza di rischi generalizzati: perché una misura così estesa avrebbe colpito indistintamente piattaforme e servizi online le cui minacce per la salute o la sicurezza dei più giovani «non sono state provate». La pronuncia della Corte ha riguardato esclusivamente l’articolo 1 sui social. Resta invece in vigore il divieto di utilizzo dei telefoni cellulari all’interno dei licei, anch’esso contenuto nella medesima legge.










