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La Corte costituzionale francese ha annullato il divieto di accesso ai social per i minori sotto i 15 anni di età, che il Parlamento aveva approvato a fine luglio. Per come è scritta, la legge metterebbe una “limitazione sproporzionata” alla “libertà d’espressione” dei bambini. Il presidente Macron ha incaricato il premier Lecornu di modificare il testo per arrivare a una nuova legge prima delle elezioni ad aprile 2027.
È durata per meno di un mese e non è mai stata applicata la legge francese che aveva introdotto un limite di età di 15 anni per l'utilizzo dei social network. Oggi la Corte costituzionale, o meglio Consiglio costituzionale, ha bocciato l'articolo 1 della legge approvata il 21 luglio, su cui era stato chiamato a esprimersi da alcuni deputati della sinistra (questo significa che gli altri articoli della legge, tra cui quello che vieta l'uso dei cellulari nelle scuole superiori, restano in vigore). La sentenza indica diversi punti critici nel modo in cui la legge era stata formulata.
Si tratta di norme che "violano la libertà di espressione e di comunicazione" dei minori. Anche se lo scopo era "proteggere i minori più piccoli dai rischi posti da alcune caratteristiche dei servizi di social networking online, in particolare in termini di dipendenza, isolamento ed esposizione a pornografia, molestie o frodi", nella pratica il testo aveva parecchie lacune legali. H2










