Minelli: "Da patrimonio della tradizione contadina a esercizio di alta 'finanza' balneare, arrivata a costare anche 17 euro e potrebbe credibilmente essere accreditata nei listini del Billionaire"

Da piatto povero a protagonista delle storie su Instragram. Dal pranzo di pochissimi euro sotto l'ombrello a piatto gourmet, ovviamente costoso. E' la frisella pugliese che spopola sui social dei Vip, con qualche personaggio che la bagna con acqua di mare per acchiappare follower. "Già i Fenici la usavano come pane da viaggio sulle navi, i marinai la infilavano a collana su una corda per portarla nelle battute di pesca di diversi giorni, e persino i Crociati la inzuppavano nell'acqua di mare prima di condirla con un tocco d'olio e una cipolla. La frisella è un cerchio biscottato di grano duro, orzo o integrale che vanta un albero genealogico nobilissimo. Sembrerebbe roba d'altri tempi. Una lavorazione intelligente – un pane cotto, tagliato a metà e biscottato una seconda volta – pensata per durare all'infinito senza temere l'umidità o il tempo. Sul piano nutrizionale, la frisa è la quintessenza della dieta Mediterranea. Pochi grassi (appena 1-2 grammi per etto), un'ottima digeribilità e un apporto calorico che si attesta sulle 300-330 kcal ogni 100 grammi (circa quattro friselle da 25 grammi l'una). Tradotto in termini pratici: è un concentrato di carboidrati puri, il che significa che 100 grammi di friselle equivalgono a un bel piatto di pasta o di riso". Lo spiega all'Adnkronos Salute Mauro Minelli, immunologo e professore di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Degennaro.