I tovaglioli ricamati sui piatti, i fiori freschi nei vasi, il fuoco acceso nel larìn. Tutto è là dove dev’essere, soprattutto lo è “la Clemi” com’è chiamata da tutti, finanche nel sottotitolo dell’Osteria Al Castelletto di Pedeguarda, frazione di Follina sulle colline trevigiane del Prosecco. Un’istituzione per la raffinata ospitalità, Clementina Viezzer è al centro della sala, a controllare che tutto proceda come lei fieramente comanda: la preparazione dei tavoli, le consegne dei fornitori, la cottura in cucina. «Ho 80 anni, ormai quasi 81, ma non me li sento», confida accarezzando una delle sue leggendarie porcellane vintage.

Le sue radici?

«Mamma Maria amava il ricamo, papà Gigetto le rose: era il giardiniere dei conti Brandolini».

Nessuno dei due era ristoratore, quindi?

«Assolutamente no. Però a papà piaceva cucinare. Poi c’era mio fratello Beppino, il nonno di Nicolò (Bof, il suo adorato pronipote e stretto collaboratore, ndr.)». (...)