Intervista al direttore generale del Russian International Affairs Council di Mosca nel primo anniversario del vertice in Alaska tra Vladimir Putin e Donald Trump
A un anno dal summit di Anchorage tra il presidente russo, Vladimir Putin, e quello americano, Donald Trump, l'incontro resta, secondo Mosca, un passaggio significativo nelle relazioni tra Russia e Stati Uniti. Il vertice non ha risolto le profonde divergenze tra le due potenze né prodotto una svolta definitiva sulla guerra in Ucraina, ma ha avuto il merito di riaprire un canale di comunicazione diretto tra i leader delle due principali potenze nucleari. Lo evidenzia in un'intervista all'Adnkronos Ivan Timofeev, direttore generale del Russian International Affairs Council (Riac), importante think tank con sede a Mosca, che invita a guardare ad Anchorage non soltanto in termini di risultati immediati, ma anche come all'avvio di una nuova dinamica nei rapporti russo-americani.
Un anno dopo Anchorage può ancora essere considerato un successo per la Russia o il suo slancio politico si è ormai esaurito?
“Preferirei dire che Anchorage è stato un successo reciproco. Dopo anni di profonda crisi, le relazioni tra Russia e Stati Uniti hanno ricevuto un impulso positivo. Il vertice non ha certo risolto i principali disaccordi e le contraddizioni tra i due Paesi. Tuttavia, ha dimostrato che può ancora esistere un dialogo costruttivo e pragmatico e che questo dialogo può garantire un importante canale di comunicazione tra i leader delle principali potenze nucleari".










