A leggere le note stampa del ministero delle Imprese e del Made in Italy sembra di trovarsi di fronte a un miracolo economico permanente. Il ministro Adolfo Urso festeggia a gran voce i successi della sua gestione: i tavoli di crisi sono scesi da 55 a 37 dall’inizio della legislatura (senza però specificare di quali si tratti) e le tute blu a rischio si sarebbero ridotte da 70mila a poco meno di 30mila. Tutto merito, fa sapere festante il dicastero, di un «metodo» vincente, capace di trasformare le macerie industriali in straordinarie opportunità di rilancio e di salvaguardare stabilimenti e occupazione. La realtà fuori dai saloni del Mimit racconta però una storia diversa.
Disastro Urso: il caso Electrolux è un altro fallimento
IL CASO EX BLUTEC E I DOSSIER APERTI
Il caso della ex Blutec di Termini Imerese rappresenta una delle ferite più emblematiche. Lo stabilimento è fermo dal 2011. L’accordo firmato dal Mimit è del 2024 e solo nel luglio 2025 i primi dieci operai sono rientrati. Quindici anni di vertenze, 21 milioni di euro pubblici erogati e sequestri giudiziari per oltre 16,5 milioni. Oggi la vertenza è dichiarata risolta. Dei 540 lavoratori 350 sono stati destinati al passaggio alla nuova società (gruppo Pelligra), mentre 190 sono rimasti in carico all’amministrazione straordinaria per accedere all’isopensione. Non risultano licenziati ma non tornano a produrre. È il cuore dell'invisibilità statistica.








