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La Russia sta bombardando sistematicamente i porti dell’Ucraina nel mar Nero e sul fiume Danubio, con l’obiettivo di bloccare le esportazioni di grano e altri cereali. L’Ucraina è uno dei maggiori produttori di grano al mondo, e fornisce circa il 6 per cento delle esportazioni globali.

A causa degli attacchi russi, però, negli ultimi mesi il ritmo delle esportazioni è notevolmente calato: il prezzo del grano a livello internazionale ha già cominciato ad alzarsi, e funzionari ucraini sostengono che ci sia il rischio di un nuovo aumento dei prezzi del cibo a livello internazionale, come già avvenne nel 2022.

Da luglio la Russia ha intensificato i bombardamenti su Odessa, il principale porto ucraino sul mar Nero, colpendo soprattutto i terminal per l’esportazione del grano. Giovedì ha bombardato anche la città di Izmail, che è il principale porto ucraino sul fiume Danubio: anche in questo caso sono stati bombardati i terminal di esportazione del grano. La Russia sta anche colpendo sistematicamente le navi cargo ucraine che trasportano grano e altri cereali.

I bombardamenti stanno avendo effetti pesanti: le esportazioni di grano di agosto sono in calo del 76 per cento rispetto all’agosto precedente.