L’Ucraina ha enormi quantità di grano, ma non ha una via sicura per portarlo fuori dal Paese. Perché la Russia sta trasformando il Mar Nero in una zona sempre più pericolosa per le navi mercantili, proprio mentre comincia la nuova stagione del raccolto. Le alternative terrestri passano attraverso Paesi europei che hanno già sperimentato quanto possa essere politicamente esplosiva la presenza del grano ucraino sui loro mercati – come la Polonia. E persino il Danubio, una delle principali vie di trasporto, è limitato da una siccità con pochi precedenti.

È una crisi logistica che si trasformerà in crisi economica e, infine, alimentare. Perché l’Ucraina è uno dei grandi produttori agricoli del mondo e normalmente manda via mare oltre il novanta per cento delle proprie esportazioni agricole. Se le navi non arrivano più nei suoi porti il prezzo del grano rischia di schizzare alle stelle.

La situazione nel Mar Nero è tornata a ricordare quella dei primi mesi dell’invasione russa del 2022. Ma con una dinamica è diversa. A giugno e luglio, secondo le autorità ucraine citate dal New York Times, sono state colpite almeno cinquanta navi mercantili. Un attacco a una nave carica di mais, alla fine di luglio, ha provocato dieci morti. Dopo quell’episodio, gli equipaggi hanno cominciato a rifiutarsi di entrare nei porti intorno a Odesa e diverse compagnie hanno sospeso i loro servizi.