Roma, 21 lug. (askanews) – Lo scontro navale nel Mar d’Azov e nel Mar Nero tra Kiev e Mosca alimenta lo spettro di una crisi alimentare che, unita alla ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran e la conseguente strozzatura dello Stretto di Hormuz, potrebbe incidere sull’approvvigionamento internazionale di cereali, mais e colza.

Il Mar Nero è uno dei corridoi più importanti al mondo per le esportazioni agricole e, ormai dal 2022, qui non è più garantito un passaggio sicuro per le navi mercantili. Negli ultimi mesi Mosca e Kiev hanno intensificato le operazioni militari in questo quadrante, snodo tra Eurasia e Mediterraneo orientale e di grande rilievo strategico per entrambi i Paesi. Attraverso questo bacino transita una quota significativa del commercio internazionale di grano, mais e olio di girasole, con i porti ucraini che rappresentano punti di accesso cruciali per l’approvvigionamento di cereali verso l’Africa, il Medio Oriente e l’Asia.

Le interruzioni non sono per ora della portata del 2022, quando l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia sospese di fatto le operazioni di carico nei porti ucraini, spingendo i prezzi dei cereali a livelli record, evidenzia Bloomberg. Tuttavia, la nuova escalation arriva in un momento particolarmente difficile per il settore agroalimentare. I rallentamenti del traffico nello Stretto di Hormuz, dovuti alla guerra con l’Iran, hanno messo a rischio i flussi di fertilizzanti e di altri fattori produttivi essenziali per l’agricoltura.