Con droni navali, droni aerei e robot le forze ucraine hanno colpito nelle ultime settimane quasi 200 unità navali russe, 70 nel Mar Nero e 126 nel Mar d'Azov, puntando a paralizzare il transito di navi che trasportano merci e carburante dalla Russia. Qui il traffico marittimo russo si è praticamente interrotto. L’analista Ralby: «A questo punto per Mosca le alternative sono molto limitate»Cinque traghetti russi che operavano dal porto russo di Kavkaz colpiti e distrutti, lo Stretto di Kerch – che collega il mar d’Azov al mar Nero – sotto costante tiro dei droni ucraini, attacchi su gru galleggianti e petroliere della flotta ombra. L’Ucraina a luglio ha aperto un altro fronte di guerra, sviluppando operazioni di attacco in mare pur non avendo – di fatto - una vera e propria flotta navale. L’operazione “MoLoCHKa” – acronimo che dall’ucraino si traduce in “Mosca cadrà a causa della Vincenzo LeoneGiornalista, Video Producer. Laureato in Relazioni Internazionali Comparate a Ca’ Foscari. Scrivo di evoluzioni ed attività della Nato, scenari militari e intrecci tra politica estera, armamenti e media. Mi sono occupato di questi temi per Treccani, Vice News e Motherboard. Roma, un po' di tempo fa Venezia, quando si può Palermo.
È il mar d’Azov il nuovo fronte di guerra. «L’Ucraina è riuscita a isolare la Crimea»
Con droni navali, droni aerei e robot le forze ucraine hanno colpito nelle ultime settimane quasi 200 unità navali russe, 70 nel Mar Nero e 126 nel Mar d'Azov, puntando a paralizzare il transito di navi che trasportano merci e carburante dalla Russia. Qui il traffico marittimo russo si è praticamente interrotto. L’analista Ralby: «A questo punto per Mosca le alternative sono molto limitate»














