Le navi occidentali evitano porti ucraini dopo attacchi russiLe principali compagnie occidentali di navigazione hanno sospeso i servizi verso i porti ucraini del Mar Nero in seguito all'escalation degli attacchi russi sulla costa. Secondo il sito di monitoraggio MarineTraffic, questa mattina nessuna nave commerciale è entrata in un porto ucraino del Mar Nero, e ieri il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha dichiarato che nessuna nave aveva utilizzato il corridoio marittimo ucraino quel giorno, «proprio al culmine del raccolto», avvertendo dei rischi che la situazione rappresenta per la sicurezza alimentare globale.​​Maersk e Hapah-Lloyd hanno dichiarato di aver interrotto le operazioni a Chornomorsk, uno dei tre principali terminal dell'Ucraina in acque profonde. «I recenti attacchi missilistici e con droni nella regione di Odessa hanno aumentato significativamente i rischi operativi e di sicurezza», ha dichiarato Hapag-Lloyd in un commento all'Afp, pur aggiungendo che il mercato ucraino continuava ad essere servito tramite rotte stradali e ferroviarie attraverso Polonia e Romania. Tuttavia, l'intensificarsi del conflitto nella regione, cruciale per le esportazioni globali di grano, sta facendo aumentare i prezzi internazionali del frumento, secondo la società di dat marittimi Lloyd's List Intelligence. L'Ucraina è un'importante esportatrice di mais, grano, colza, semi di girasole e olio vegetale, e il 90% delle sue esportazioni di materie prime transita attraverso i porti del Mar Nero situati a Odessa e dintorni. Russia e Ucraina insieme rappresentano circa il 30% delle forniture globali di grano.​​Mosca ha regolarmente preso di mira Odessa, ma di recente ha intensificato gli attacchi ai suoi porti, ai terminal di grano e olio di girasole, e alle navi commerciali nei porti ucraini. Domenica un attacco russo ha ucciso 10 persone, inclusi quattro membri indiani dell'equipaggio, su una nave cargo, la Golden Leo, al largo della costa di Odessa. Kiev, da parte sua, ha intensificato gli attacchi contro le navi nel Mar d'Azov, così come contro la cosiddetta flotta ombra russa di petroliere che aggirano le sanzioni. Nessuna esportazione di prodotti è stata registrata da Odessa dal 12 luglio, quando 20.000 tonnellate di mais sono partite per la Turchia, secondo il sito di monitoraggio del commercio e delle materie prime Kpler. A Chornomorsk, non c'è stato nulla dal 19 luglio, quando 65.000 tonnellate di mais sono state inviate in Bulgaria, mentre il porto di Pivdennyi, 40 chilometri a est di Odessa, non ha visto esportazioni questa settimana.