Kiev – «Crimea Stop». Così il comandante delle forze senza pilota ucraine, Robert "Magyar" Brovdi, ha iniziato il messaggio sui social con cui ha comunicato l’affondamento di altre sette navi russe nel mar d’Azov, lo specchio d’acqua nella parte settentrionale del mar Nero che divide la penisola occupata dalla Russia.
Nel messaggio, accompagnato dall’immancabile montaggio dei video ripresi dai droni in azione, Brovdi precisa che due imbarcazioni erano petroliere. Colpite anche «due “bacche infernali”», un gioco di parole con cui Brovdi si riferisce a due magazzini del negozio online russo Wildberries, colpite nelle prime ore di lunedì 20 luglio vicino Mosca, in un attacco a cui hanno partecipato oltre 400 droni ucraini, ha detto il sindaco della capitale russa.
Guerra in Ucraina: a Putin piace l’opzione peggiore
Ma quella tra lunedì e domenica è stata una notte di attacchi anche in Ucraina. Il più grave nel porto di Odessa, dove un missile russo ha colpito una nave cargo di proprietà turca, uccidendo dieci persone dell’equipaggio. Si tratta del più grave attacco contro imbarcazioni mercantili in un porto ucraino dall’inizio della guerra.
Mosca ha intensificato i suoi attacchi contro i porti ucraini, con l’obiettivo di bloccare le capacità di esportazioni ucraine proprio nel momento chiave del raccolto estivo.













