Zelensky fa punto su Novorossiysk: colpite navi russeIl presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto il punto sull'operazione condotta oggi contro Novorossiysk, sul Mar Nero, rivendicando attacchi contro diverse unità della flotta russa e altre strutture considerate legate al finanziamento della guerra. «Tra i risultati dell'operazione è importante sottolineare gli attacchi contro le navi della flotta russa che si nascondevano nella baia di Novorossiysk», ha scritto Zelensky su X. «In particolare, secondo dati verificati, sono state colpite le fregate Admiral Essen e Admiral Makarov, una grande nave da sbarco, una corvetta e altre unità. Zelensky ha spiegato che nell'operazione sono stati utilizzati congiuntamente, per la prima volta, diversi sistemi d'arma ucraini, tra cui Palianytsia, Peklo, Bars e Long Neptune, insieme a numerosi droni aerei e ai mezzi navali senza equipaggio Sargan e Mamai.Il presidente ha aggiunto che sono state colpite anche "altre strutture russe che contribuivano a finanziare la guerra" e ha annunciato che Kiev continuerà a sviluppare e impiegare le proprie capacità di attacco a lungo e medio raggio.

Wsj: droni ucraini travolgono unità americana in esercitazione Un'unità ucraina specializzata nell'impiego dei droni ha messo fuori combattimento, in una simulazione militare in Germania, un'intera brigata corazzata statunitense, mostrando le vulnerabilità dell'esercito Usa alla nuova guerra dei droni. Lo riferisce il Wall Street Journal, ricostruendo quanto avvenuto durante l'esercitazione Combined Resolve tra aprile e maggio.Circa 3.500 militari americani, in gran parte appartenenti alla 3rd Armored Brigade Combat Team della 1st Cavalry Division, dovevano attaccare una posizione difesa dalle forze di opposizione dell'area addestrativa, rafforzate dagli operatori ucraini del 412esimo Reggimento delle Forze dei sistemi senza pilota, noto come Nemesis. Secondo funzionari statunitensi citati dal quotidiano, i droni ucraini sono riusciti a «eliminare» la brigata corazzata americana.I mezzi pesanti statunitensi sollevavano grandi quantità di polvere durante gli spostamenti, rendendosi facilmente individuabili dai droni da ricognizione. A questi seguivano velivoli che simulavano il lancio di esplosivi e droni Fpv destinati a schiantarsi sui bersagli. La velocità con cui i mezzi americani venivano neutralizzati costrinse gli organizzatori a farli ripetutamente rientrare nell'esercitazione come nuove unità per consentire alla simulazione di proseguire.