HomeEconomiaAttacchi ai porti, Mar Nero chiuso. Effetto Hormuz: grano alle stelleExport ucraino giù del 75%, listini ai massimi. Pane, farine e mangimi a rischio rincari in EuropaAttacchi ai porti, Mar Nero chiusoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 29 agosto 2026 – Dopo la benzina, i cereali. La guerra in Ucraina fa impennare i listini di grano tenero, mais e soia, con quotazioni ai massimi da oltre tre anni. L’attacco russo di giovedì scorso contro infrastrutture portuali, depositi di prodotti agricoli e impianti industriali in diverse regioni dell’Ucraina, è solo l’ultimo di una lunga serie di raid incrociati tra Mosca e Kiev che ha paralizzato, quasi totalmente, le rotte commerciali nel Mar Nero. Solo a luglio si contano 35 attacchi russi sui porti della regione di Odessa, 22 sulle navi e 67 sulle infrastrutture dell’export. Nelle ultime settimane anche l’Ucraina ha intensificato gli attacchi contro le navi russe colpendo il porto di Novorossiysk, snodo cruciale per il 40% dell’export russo.
Con gli accordi di navigazione sicura saltati da tempo e la zona ormai considerata ad altissimo rischio per i trasporti, da oltre un mese i carichi di cereali provenienti dai porti ucraini sul Mar Nero sono completamente bloccati. E se, a livello internazionale il prezzo del grano tenero cresce per la scarsità di offerta, sul fronte interno gli agricoltori di Russia e Ucraina sono sull’orlo del fallimento per l’accumularsi di stock invenduti. Basti pensare che la Russia è il maggior esportatore di grano al mondo, l’Ucraina il quinto. E i due paesi insieme coprono circa un terzo della domanda mondiale.











