Il grano c'è, ma non arriva.

La guerra tra Russia e Ucraina, con gli attacchi reciproci sui terminal portuali nel Mar Nero e nel Mare d'Azov, hanno offuscato le previsioni di afflusso verso il Vecchio Continente.

Da questi Paesi dipende un quarto delle esportazioni globali di grano e di grandi quantità di orzo, mais e olio di girasole.

Ciò solleva il timore di un'ondata di inflazione alimentare in un contesto già piegato dai rialzi sui carburanti dovuti al conflitto in Medio Oriente.

Nell'ultima settimana la commodity agricola ha raggiunto il massimo da luglio 2023 a 7,67 dollari per bushel (l'unità di misura dei prodotti agricoli), balzando di quasi il 18% da inizio anno, con un'accelerazione del 16% solo ad agosto. «L'export dell'Ucraina, considerando la campagna agricola, è ai minimi degli ultimi dieci anni», spiega a Milano-Finanza Carlo Bevilacqua, responsabile marketing intelligence di Areté, società indipendente di ricerca, specializzata nei settori dell'agricoltura e del food.