La Romania ha spento l’ultimo reattore nucleare della centrale di Cernovada, l’unica nel paese, per via dei livelli di acqua troppo bassi nel Danubio causati dalla siccità. La Romania non è l’unico paese ad avere problemi con la produzione di energia elettrica: in Europa diversi paesi hanno dovuto chiudere i propri impianti o ridurne le attività per via della scarsità delle piogge di queste settimane e delle ondate di calore, sempre più frequenti. Tra questi c’è anche l’Italia.
L’acqua viene utilizzata per i sistemi di raffreddamento dei reattori. Prima di arrivare allo spegnimento completo, le autorità romene avevano tentato altre misure: per esempio avevano compiuto esplosioni controllate nel letto del fiume per smuovere un affioramento roccioso e favorire il fluire dell’acqua. Non erano state sufficienti.
In tempi normali, la centrale di Cernavoda produce circa un quinto dell’energia elettrica romena: ora dovrebbe rimanere chiusa almeno per i prossimi 10 giorni. Il ministro dell’Energia, Sebastian Burduja, ha invitato la popolazione a ridurre i consumi, mentre la Romania tenta di coprire il buco di produzione tramite fonti alternative e importazioni. Le grosse aziende automobilistiche Dacia e Ford hanno già detto che interromperanno la produzione fino al 19 agosto per risparmiare sui consumi.













